Strage a Desna: «terra bruciata a Severodonetsk»

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ROMA.  – «Oggi abbiamo terminato le operazioni a Desna. Sotto le macerie abbiamo trovato 87 cadaveri». L’ultima strage in Ucraina emerge dopo quasi una settimana di scavi tra i detriti dell’ennesimo bombardamento russo. A scandire il nuovo bilancio – il più drammatico in un singolo attacco per Kiev – è direttamente il presidente Volodymyr Zelensky davanti al World Economic Forum di Davos.

Un attacco aereo che il 17 maggio aveva centrato la base militare nel villaggio della regione di Chernihiv, 150 km a nord-est di Kiev, via di collegamento cruciale con la Bielorussia, che era tornata in mani ucraine dopo il ritiro delle truppe di Mosca che avevano invaso l’area all’inizio del conflitto. Il raid contro il centro di addestramento delle truppe, condotto con missili a lungo raggio, era stato rivendicato come obiettivo legittimo dall’esercito russo.

Mentre la guerra entra nel quarto mese, l’offensiva continua a spingere sul Donbass. L’obiettivo primario resta la presa di Severodonetsk, chiave per la conquista dell’intero oblast di Lugansk, dove secondo il governatore Serhiy Gaidai i russi stanno facendo «terra bruciata, distruggendo deliberatamente la città».

Un assalto condotto riposizionando le forze ritiratesi dalla regione di Kharkiv e quelle che hanno concluso l’assedio di Mariupol, dopo la presa dell’acciaieria Azovstal, schierate insieme alle milizie separatiste filorusse e alle truppe appena mobilitate dalla Siberia. Una concentrazione che sembra confermare la «priorità tattica» attribuita all’operazione dagli alti comandi dell’esercito di Vladimir Putin.

I raid nell’est, ha confermato lo stesso Zelensky, stanno colpendo duramente le difese di Kiev, con una media di 50-100 ucraini uccisi ogni giorno. Pesante è il bilancio anche nella regione di Donetsk, dove nelle ultime ore il fuoco d’artiglieria ha colpito nuovamente Avdiivka. Nel bombardamento, secondo le autorità locali, sono stati centrati un asilo e almeno 20 abitazioni.

Ma anche per Mosca questa guerra si sta rivelando sempre più costosa. Le stime di Kiev parlando di quasi trentamila soldati nemici uccisi. Il bilancio di tre mesi, sottolinea l’intelligence britannica, è già paragonabile a quello registrato dall’allora Unione Sovietica in nove anni di guerra in Afghanistan. Un «elevato tasso di vittime» dovuto a una serie di fattori, tra cui una copertura aerea limitata, mancanza di flessibilità e un approccio di comando che rafforza i fallimenti e induce a ripetere gli errori: una gestione che, suggeriscono gli 007 di Londra, potrebbe presto accrescere anche le critiche nell’opinione pubblica interna.

La riorganizzazione russa prosegue anche nel resto del Paese. Anche la flotta del mar Nero fa registrare movimenti minacciosi, tra cui il rientro in posizioni di combattimento della fregata russa Admiral Makarov, che avrebbe lasciato il porto di Sebastopoli dopo l’attacco rivendicato da Kiev a inizio maggio.

Raid sono intanto stati compiuti sulla fascia costiera a Mykolaiv, dove sono rimaste ferite 11 persone. A sud, ha riferito lo Stato maggiore ucraino, Mosca ha anche rafforzato la difesa aerea schierando altre batterie di missili S-400 in Crimea. E nuovi attacchi si registrano nel distretto di Kryvyi Rih, nella regione sudorientale di Dnipro, da cui proviene Zelensky.

Dall’inizio del conflitto, ha denunciato la procuratrice generale ucraina Iryna Venediktova, «la Russia ha ucciso almeno 4.600 civili, inclusi 232 bambini’. Bilanci sempre più drammatici che si aggiungono ai danni alle infrastrutture.

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, sono finora 248 gli attacchi contro le strutture sanitari, che hanno provocato 75 vittime e 59 feriti.

(di Cristoforo Spinella/ANSA).

LINK ORIGINAL: La Voce d Italia

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