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Covid, in Italia 300 punti di distribuzione del vaccino Pfizer

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ROMA. — Trecento punti per la distribuzione del vaccino anti-Covid in tutta Italia e l’avvio di un bando per l’acquisto di oltre 100 milioni di siringhe per la somministrazione del siero. L’Italia si prepara alla grande campagna di vaccinazione contro il virus SarsCov2, una delle più grandi che siano mai state messe in atto, come l’ha definita il ministro della Salute Roberto Speranza, mentre il presidente del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli bolla come “assolutamente false” le affermazioni secondo cui il Paese “non si sta organizzando”.

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Sul fronte della logistica, nei 300 i punti su tutto il territorio nazionale saranno distribuite le prime 3,4 milioni di dosi del vaccino della Pfizer che dalla fine di gennaio dovrebbero consentire di vaccinare 1,7 milioni di italiani. L’elenco è stato inviato da tutte le regioni al Commissario per l’Emergenza Domenico Arcuri in queste ore e comprende sia le strutture ospedaliere in grado di conservare e somministrare il vaccino sia le Rsa, che verranno servite attraverso le unità mobili.

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Nella lettera inviata alle Regioni con la quale Arcuri chiedeva ai presidenti di fornire l’elenco delle strutture idonee alla distribuzione e alla somministrazione, il Commissario indica che si potrebbe prevedere in questa prima fase di somministrare il vaccino direttamente nelle strutture ospedaliere e, tramite unità mobili, nei presidi residenziali per anziani.

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A consegnare il vaccino nei 300 punti individuati sarà direttamente la Pfizer, “per garantirne la sua integrità”. Ogni presidio ospedaliero individuato, si legge ancora nella lettera, “dovrà essere in condizione di vaccinare almeno 2mila persone (o più persone ma con multipli di mille) in 15 giorni”.

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Per gli altri vaccini in arrivo destinati a tutte le altre categorie di cittadini , si dice ancora nella lettera di Arcuri alle Regioni, “saranno previste modalità differenti di somministrazione, in linea con la ordinaria gestione vaccinale, attraverso una campagna su larga scala” utilizzando anche i drive in o, ma sono ancora ipotesi, anche palazzetti, fiere e palestre, “a partire dalle persone con un elevato livello di fragilità”

Al via anche il bando per l’acquisto di oltre 100 milioni di siringhe: le aziende avranno 15 giorni di tempo dalla pubblicazione della richiesta per presentare le offerte e a quel punto ci sarà la selezione. Intanto, diventa sempre più ampio il portafoglio di vaccini anti-Covid di cui l’Europa si sta dotando

La presidente della commissione europea Ursula von der Leyen ha infatti annunciato che il 25 novembre sarà approvato un nuovo contratto con l’azienda Usa Moderna, il cui candidato vaccino potrebbe ricevere l’approvazione da parte dell’ente regolatorio per i farmaci statunitense Fda l’11 dicembre. Se ci sarà l’approvazione, ha affermato il direttore scientifico dell’Istituto Spallanzani Giuseppe Ippolito, “dal giorno successivo, e cioè dal 12 dicembre, potrà essere avviata la macchina per il piano di vaccinazione in Usa”

Il contratto tra Bruxelles e Moderna prevede la fornitura fino a 160 milioni di dosi del vaccino. Si tratta del sesto contratto per la fornitura di vaccini in Europa, dopo quelli con le aziende AstraZeneca (per 400 mln di dosi), Sanofi-Gsk (300 mln), Johnson & Johnson (fino a 400 mln), BioNTech-Pfizer (fino a 300 mln) e CureVac (fino a 405 mln). L’Europa sta lavorando anche ad un settimo contratto

“Stiamo costruendo uno dei più completi portafogli di vaccini per il Covid-19 al mondo”, ha detto von der Leyen. Ma, a livello mondiale, la corsa ai vaccini si fa sempre più serrata. L’ultimo annuncio riguarda il vaccino russo Sputnik V che, ha reso noto l’istituto di ricerca Gamaleya, ha un’efficacia “superiore al 95%”

Sul fronte italiano, fa significativi passi avanti il vaccino made in Italy dell’azienda biotech ReiThera in collaborazione con l’Istituto Spallanzani: è ben tollerato e induce risposta immunitaria nei soggetti sani di età compresa tra i 18 e i 55 anni. La Fase 1 avanza ora nei soggetti di età compresa tra i 65 e gli 85 anni. L’arruolamento dei volontari più anziani sta procedendo e l’azienda prevede di comunicare entro la fine dell’anno i primi risultati dello studio

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