Profondo rosso per l’Auto in Europa, meno 20% in aprile

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TORINO.  – É ancora profondo rosso per il mercato dell’auto in Europa.  Nel mese di aprile – secondo i dati dell’Acea, l’associazione dei costruttori europei – sono state immatricolate nella Ue, nei Paesi Efta e nel Regno Unito 830.447 vetture, il 20,2% in meno dello stesso mese dell’anno scorso e il 38,3% in meno di aprile 2019.

É il decimo segno negativo consecutivo, il peggior aprile, a eccezione del 2020 anno della pandemia, da quando l’Acea fa le rilevazioni.

Tutti i cinque mercati più grandi registrano una flessione a due cifre: l’Italia -33%, la Francia -22,6%, la Germania -21,5%, il Regno Unito -15,8% e la Spagna -12,1%. Fanalino di coda è l’Italia che, «con la perdita di un terzo esatto dei volumi (-33%), dovuta soprattutto alla lunga attesa degli incentivi – spiega l’Unrae – segna nel mese di aprile il peggiore risultato del continente dopo la Lituania».

Dopo il decreto che ha previsto gli incentivi agli acquisti dell’auto «per sostenere la domanda, è previsto a breve un nuovo dpcm con aiuti a sostegno dell’offerta» per sostenere le imprese del settore automotive»  ha annunciato il ministro allo Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti. «Il Mise – ha aggiunto – ha già formalizzato le sue proposte e le somme stanziate sono di 700 milioni per il 2022 e di 1 miliardo per gli anni a seguire».

Nei primi quattro mesi dell’anno le immatricolazioni in Europa sono state  complessivamente 3.583.587, con un calo del 13% rispetto all’analogo periodo del 2021 e del 34,7% rispetto al 2019. I due principali costruttori, Volkswagen e Stellantis, perdono rispettivamente il 18,1% e il 24,1% da inizio anno, con un risultato peggiore nel mese di aprile (-28 e -31%).

Le cause del crollo delle immatricolazioni – spiega Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor – sono le stesse in tutti i paesi dell’area: la pandemia, la crisi dei microchip, il ritorno dell’inflazione, l’impatto psicológico della guerra in Ucraina, l’effetto tangibile della guerra sulle forniture alle case automobilistiche (ad esempio i cavi elettrici), i rincari dei prodotti energetici ed in particolare di benzina e gasolio, l’impatto negativo per i paesi occidentali delle sanzioni alla Russia. E a tutto questo si aggiunge che non si vede al momento in ambito europeo quali specifici provvedimenti si intendano prendere per sostenere un settore strategico come quello dell’automobile».

Secondo Quagliano gli incentivi stanziati dal governo per il 2022 potranno determinare circa 200.000 immatricolazioni in più: «un risultato apprezzabile, ma assolutamente insufficiente – osserva – se si pensa che proiettando il dato dei primi quattro mesi sull’intero 2022 si ottiene un volume di immatricolazioni di 1.117.000 unità, che diventeranno 1.317.000 con gli incentivi di cui si è detto, un livello lontano anni luce dai quasi 2.000.000 di immatricolazioni del 2019».

Anche per l’Unrae «la pubblicazione del decreto sugli incentivi, a tre mesi dall’annuncio, è finalmente una buona notizia, ma non sufficiente a far ripartire velocemente il mercato, anche perché non sono ancora disponibili tutti i chiarimenti operativi necessari per orientare correttamente i concessionari». Paolo Scudieri, presidente dell’Anfia, auspica che «l’avvio degli incentivi all’acquisto delle vetture a zero e a basse emissioni, incentivi tecnologicamente neutrali e con un orizzonte temporale di 3 anni, possa mettere fine all’ ‘effetto attesa’ e far ripartire le vendite».

Nel mese di aprile l’Italia registra una debole performance anche nella diffusione di veicoli elettrici, la cui quota è ferma all’8,7%, percentuale che la colloca all’ultimo posto rispetto a Germania (24,3%), Regno Unito (16,2%), Francia (21,1%) e  Spagna (9,1%).

(di Amalia Angotti/ANSA).

LINK ORIGINAL: La Voce d Italia

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