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L’inflazione a marzo sale, spinta da energia

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Entornointeligente.com / ROMA. — La corsa del prezzo della benzina porta il tasso di inflazione, a marzo, a un livello che non si vedeva da quasi due anni, lo 0,8%, secondo le stime preliminari dell’Istat. Era da maggio del 2019 che, in Italia, non si avvicinava così tanto alla soglia dell’1%. Anche su base mensile i prezzi sono in aumento, dello 0,3%.

A soccorso del potere d’acquisto delle famiglie arrivano i prezzi del cosiddetto carrello della spesa, che registrano crescita “zero”. Non viene registrato alcun incremento per i prezzi dei beni alimentari, della cura della casa e della persona rispetto a marzo 2020, l’inizio del lockdown. E anche l’aumento dei carburanti e degli altri beni energetici non regolamentati dell’1,7%  — sottolinea l’Istat — è il primo da febbraio 2020.

La dinamica dei prezzi in Italia rimane, così, più debole rispetto a quella degli paesi dell’euro per i quali l’Eurostat rileva un’inflazione media dell’1,3% (calcolata con l’indice armonizzato Ipca). Ma il terzo aumento consecutivo del tasso italiano mette sull’allarme le associazioni dei consumatori.

Federconsumatori, Unione nazionale consumatori e Codacons prevedono rincari di circa 240 euro a famiglia, nell’arco di un anno, con questo andamento dei prezzi. E segnalano nuovi aggravi in arrivo ad aprile quando scatteranno gli aumenti delle bollette di luce (del 3,8%) e gas (del 3,9%).

Questo timore di stangate è immotivato, secondo le associazioni datoriali. L’ufficio economico di Confesercenti parla di “allarme ingiustificato” sull’inflazione a breve termine. “L’economia resta debole — osserva — ed il rischio che l’inflazione rialzi la testa al momento resta lontano”. Anche l’ufficio studi di Confcommercio parla di un’inflazione  “in ripresa ma sotto controllo”.

Mentre Federdistribuzione rivendica un ruolo della grande distribuzione come “calmiere” citando uno studio di di The European House-Ambrosetti, secondo il quale nel 2020 la Marca del Distributore ha garantito oltre 100 euro di risparmio a famiglia.

Coldiretti si concentra sui prezzi dei beni alimentari, che vedono complessivamente un incremento tendenziale dello 0,2%, e segnala come effetto del “clima pazzo di marzo”, il balzo del 3,5% dei prezzi della frutta. “Gelo e bufere di vento – spiega l’associazione — si sono alternate a siccità e temperature quasi estive che hanno fatto soffrire le coltivazioni”.

(di Chiara Munafò/ANSA)

LINK ORIGINAL: La Voce d Italia

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