Fuga dalla Russia. Il Cremlino: «Reazione isterica»

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MOSCA.  – Una «reazione isterica ed estremamente emotiva» tra la popolazione russa c’è stata, ma solo inizialmente, a causa della carenza di informazioni.

Il Cremlino, attraverso il suo portavoce Dmitry Peskov, ha ammesso per la prima volta il brusco cambiamento nell’atmosfera a Mosca e nelle altre grandi città russe dopo l’annuncio della mobilitazione generale. Un nervosismo diffuso per la possibile chiamata alle armi che spinge migliaia di uomini in età da arruolamento a lasciare il Paese.

Sarebbero circa 70 mila i russi già fuggiti o che stanno escogitando un piano di fuga, secondo una stima dell’organizzazione non governativa Guide to the Free World.

Lunghe code di auto sono ancora segnalate ai confini con la Georgia e il Kazakhstan. La Bbc scrive che qualcuno ha cercato di attraversare la frontiera georgiana in bicicletta. Mentre un canale Telegram posta le immagini di un giovane in monopattino che tenta di saltare la fila. La Finlandia ha fatto sapere che il numero dei russi che entrano nel Paese è raddoppiato da quando, nel suo discorso alla nazione, il presidente Vladimir Putin ha annunciato una mobilitazione parziale per quella che a Mosca viene chiamata l’operazione militare speciale in Ucraina.

L’esodo chiama in causa i Paesi europei. Chi sarà disposto a dare rifugio a coloro che si sottraggono alla chiamata alle armi di Mosca? «Stiamo pensando a come aiutare le persone, perché questo è il nostro obiettivo», ha detto la portavoce del ministero degli Esteri tedesco. Ma bisogna trovare «una soluzione sostenibile» con gli altri partner europei. E qui cominciano i dolori. Helsinki, che con la Russia condivide una frontiera di 1.300 chilometri, ha annunciato che limiterà «in modo significativo» l’ingresso dei russi. I Paesi baltici e la Polonia hanno già chiuso da settimane le proprie frontiere.  Tutti timorosi che Mosca possa infiltrare suoi agenti sui loro territori.

Il Cremlino ha reagito esprimendo quelli che Peskov definisce «ammirazione» e «orgoglio» per quei 10.000 russi che, secondo le autorità preposte ad organizzare il reclutamento, si sono presentati senza aspettare la chiamata nelle prime 24 ore dalla dichiarazione di mobilitazione. Mentre i canali Telegram pullulano di testimonianze, vere o presunte tali, di persone che lamentano di essere state richiamate nonostante malattie, età avanzata o una prole fino a cinque figli minorenni. Intanto il ministero della Difesa, in uno sforzo per riempire quel vuoto di informazione denunciato da Peskov, ha fatto sapere che non saranno chiamati alle armi cittadini laureati impiegati in settori chiave quali l’informatica, le comunicazioni, i mass media e le strutture del mercato finanziario.

Putin intanto si è ripreso le piazze teatro due giorni fa di proteste contro la mobilitazione represse dalla polizia con un bilancio di oltre 1.300 fermi. Circa 50.000 persone, secondo una stima del ministero dell’Interno, hanno partecipato sulla Piazza del Maneggio ad un raduno organizzato dal Fronte popolare panrusso, capeggiato dal presidente, a sostegno dei referendum nei territori ucraini occupati. Famosi cantanti già noti per le loro posizioni filo-Cremlino si sono esibiti durante l’evento.

Né su quella piazza, né in quelle di altre città, ha fatto sapere la polizia, potranno tornare a radunarsi gli oppositori della mobilitazione. «Avvertiamo che ogni tentativo di tenere manifestazioni non coordinate con le autorità sarà immediatamente fermato e gli organizzatori e partecipanti saranno ritenuti responsabili», ha affermato il servizio stampa delle forze dell’ordine, rispondendo ad appelli circolati su Internet per nuovi raduni da tenersi sabato.

(di Alberto Zanconato/ANSA).

LINK ORIGINAL: La Voce d Italia

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