Di Maio vola all’Onu: «Fermare la guerra del pane»

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NEW YORK.  – La guerra in Ucraina «sta scatenando una guerra mondiale del pane che dobbiamo fermare il prima possibile», così da contenere anche l’incremento dei flussi migratori.

L’Italia, con il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, risponde alla chiamata dell’Onu e del segretario di Stato americano Antony Blinken e vola a New York per partecipare al «Global Food Security Call to Action».

«É chiaro ed evidente che oggi» qui all’Onu «inizia un’azione serrata per permettere ai Paesi che sono più in difficoltà di approvvigionarsi di derrate alimentari e quindi scongiurare rischi di instabilità, di implosione delle economie me disordini interni», ha detto Di Maio spiegando come il lavoro che si sta facendo alle Nazioni Unite è «costruire insieme un corridoio sicuro per provare a portare via il grano dal Paese e permettere quindi ai produttori ucraini di esportarlo e riportarlo sul mercato».

Il tema della sicurezza alimentare è stato al centro degli incontri bilaterali avuti dal ministro ha margine della ministeriale dell’Onu. Il titolare della Farnesin  a infatti incontrato il presidente dell’Assemblea Generale dell’Onu Abdulla Shahid, ma anche il collega turco Mevlut Cavusoglu.

La ministeriale presso le Nazioni Unite si colloca nel quadro delle molteplici iniziative lanciate in queste ultime settimane dai Paesi G7 in risposta al rapido aggravarsi dell’emergenza alimentare. Una crisi che ha spinto solo la Banca Mondiale a stanziare ulteriori 12 miliardi di dollari di finanziamenti, portando così a 30 miliardi le erogazioni complessive.

«L’attuale crisi richiede un risposta globale e gli Stati Uniti sono impegnati ad aiutare a coordinare questi sforzi», ha sottolineato Blinken.

La guerra in Ucraina sta provocando un aumento dei prezzi del grano che, secondo alcune stime, potrebbero «crescere di un ulteriore 20% entro la fine dell’anno causando una perdita di potere d’acquisto dal parte delle famiglie, anche quelle italiane», ha osservato ancora Di Maio mettendo in evidenza l’importante ruolo che l’Europa può giocare.

«L’Ue con i suoi progetti di cooperazione allo sviluppo ha una grande responsabilità anche perché saremo i Paesi che direttamente subiranno gli effetti di questa insicurezza alimentare – ha spiegato -. Abbiamo fatto un grande lavoro su questo anche con la presidenza italiana del G20, dove abbiamo costruito insieme la dichiarazione di Matera sulla sicurezza alimentare».

A Bruxelles nel frattempo la Commissione europea ha approvato gli aiuti dell’Italia da 1,2 miliardi di euro a sostegno dell’agricoltura, della silvicoltura, della pesca e dell’acquacoltura. «Consentirà all’Italia di sostenere questi settori colpiti dall’aumento dei costi di produzione causato dall’invasione russa dell’Ucraina e dalle relative sanzioni – ha  affermato Margrethe Vestager, responsabile per la Concorrenza -. Continuiamo a restare al fianco dell’Ucraina e del suo popolo. Allo stesso tempo proseguiamo la stretta collaborazione con gli Stati membri per garantire che le misure nazionali di sostegno possano essere attuate in modo tempestivo, coordinato ed efficace, tutelando nel contempo la parità di condizioni nel mercato unico».

LINK ORIGINAL: La Voce d Italia

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